30 ricercatori dell’università di Manchester in Carnia grazie ad Inasset

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Grazie alle notevoli capacità tecniche, progettuali e realizzative nel campo dell’ingegneria delle telecomunicazioni, Inasset, ancora una volta, ha dato un contributo significativo allo sviluppo del nostro territorio e in particolare a quello della Carnia. Essere capaci di portare banda ultralarga, con una velocità di ben 40 mega bidirezionali garantiti, nel rifugio Tita Piaz a 1400 metri sopra livello del mare in una zona complessa dal punto di vista orografico, è un’impresa che ben pochi sono capaci di realizzare, visto che si tratta di prestazioni internet molto rare anche nella grandi città italiane. Oltre alle capacità e competenze, è servita la tenacia e la determinazione degli imprenditori carnici responsabili del rifugio Tita Piaz, dice l’Amministratore Delegato di Inasset, Roberto Cella di Forni di Sopra, che sono stati capaci di trovare i contatti e di interessare i responsabili della famosa e blasonata Università di Manchester. La nostra Carnia sarà la casa per questi biologi e le loro ricerche, ma il tutto sarebbe stato vanificato se non avessero potuto avere una connettività Internet di ottime prestazioni, costringendoli a cercare un’altra location. Dice ancora Cella: questo avvenimento è di grande esempio di quello che si potrebbe fare con adeguate infrastrutture di telecomunicazioni nel nostro territorio e di come si potrebbe evitare lo spopolamento della montagna con giovani e aziende che se ne vanno per le difficoltà di essere connessi con il resto del mondo. Inasset però vuole reagire a questa situazione, crede che si possa cambiare e con le sole proprie forze, senza nessun finanziamento da parte degli enti pubblici, scommette con le proprie risorse per far diventare la Carnia quello che noi carnici vogliamo che sia: un’area che offre molteplici opportunità e emozioni, un territorio universale.