Ampezzo, universitari inglesi a studiare i fiori alpini


AMPEZZO. Una quarantina di botanici, tutor e studenti dell’Università di Manchester sono tornati anche quest’anno sul Passo Pura, alla baita Torino, a 1.417 metri di altitudine, a studiare la ricchezza botanica della zona fatta da ben 3.000 piante endemiche di cui 1.200 sono presenti nella Guida illustrata alla flora delle Alpi Carniche meridionali pubblicata a cura dell’Università giuliana. Un punto ideale per studiare la flora che porta da trent’anni alla baita Torino gli universitari di Trieste e che questa volta, per il secondo anno consecutivo, ha richiamato anche gli studiosi di botanica inglesi che tra l’altro si interessano della flora preglaciale che nasceva dalle morene del ghiacciaio del Passo Pura visibili di fronte al rifugio Tita Piaz. I massicci più alti spuntavano dalla coltre dei ghiacci costituendo un'area di rifugio per la flora alpina preglaciale. Gli studenti hanno alternato visite ai vari sentieri, per osservare la flora locale da analizzare poi e studiare nel laboratorio della baita Torino, recentemente rimodernato dalla Comunità montana della Carnia, utilizzando pure un apposito portale interattivo su internet. Non sono mancati i problemi: la zona non era coperta dalla banda larga e solo la disponibilità dei gestori del Tita Piaz e dell’azienda Inasset di Roberto Cella con sede a Passons ha permesso all’Università inglese di scegliere ancora la Carnia piuttosto che l’Austria.

Fonte: Messaggero Veneto.


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